Gli impieghi all’estero: un caso particolare

Gli impieghi all’estero devono essere autorizzati prima di tutto dal CIVI. Ai fini della valutazione è importante che il civilista possa dar prova di competenze specifiche per svolgere un impiego all’estero, ma anche l’istituto d’impiego deve rispondere a condizioni supplementari. Si prega di rispettare sempre il Promemoria sugli impieghi all’estero.

Il 20 febbraio 2019 il Consiglio federale ha adottato il disegno di legge e il messaggio che prevedono otto misure per ridurre in modo sostanziale il numero di ammissioni al servizio civile. Una misura riguarda gli impieghi all’estero: i civilisti non potranno più prestare servizio all’estero. Se il Parlamento approverà le modifiche e non sarà indetto un referendum, il cambiamento potrà entrare in vigore dal 1° octobre 2020.

Non essendo ancora chiaro se dopo il 1° octobre 2020 sussisterà una base legale, vi invitiamo a concordare solo impieghi all’estero che si concluderanno al più tardi il 30 settembre 2020. Potrete invece organizzare gli impieghi all’estero già decisi dall’Ufficio federale del servizio civile che si protrarranno oltre il 30 settembre 2020, ai sensi della convocazione già passata in giudicato.

Per maggiori informazioni vogliate rivolgervi al vostro centro regionale competente.

Gli obblighi dell’istituto

Se il civilista svolge il suo impiego all’estero, l’istituto deve:

  • far svolgere al civilista, prima dell’impiego, un periodo di prova o sottoporlo a una procedura di valutazione (assessment) allo scopo di verificare la sua idoneità a svolgere un impiego all’estero;
  • procurare, insieme al civilista, i documenti di viaggio necessari;
  • farsi carico dei costi di viaggio e di trasporto dei bagagli a partire dalla frontiera svizzera, anche se il viaggio di andata o di ritorno non avviene durante i giorni di impiego;
  • assumere le spese relative alle tasse consolari e all’ottenimento del visto necessario;
  • assicurare vitto e alloggio al civilista;
  • predisporre un dispositivo di sicurezza e valutarlo con il CIVI, se questo ne ha richiesto l’elaborazione. L’istituto è responsabile della sicurezza del civilista;
  • fare in modo che sul luogo di lavoro il civilista venga seguito in modo adeguato e che rispetti le norme di comportamento e sicurezza;
  • informare immediatamente il CIVI se le condizioni di sicurezza dovessero cambiare o in caso di infortunio, malattia o necessità di evacuazione del civilista;
  • in situazioni di crisi, in particolare in caso di evacuazione, occorre attenersi alle raccomandazioni del DFAE e della rappresentanza svizzera sul posto.

I requisiti del civilista

Per gli impieghi all’estero il civilista deve soddisfare maggiori requisiti, e in particolare:

  • essere in possesso di un titolo della formazione professionale o
  • aver frequentato almeno due anni di università o
  • vantare un’esperienza professionale pluriennale e qualificata nel settore ed
  • essere stato sottoposto a esami medici preliminari.

Durante il suo impiego, il civilista non può esercitare alcuna forma di propaganda politica o di proselitismo religioso, né alcuna attività svolta a tal fine.

Il passo successivo

L’istituto deve inviare la convenzione per gli impieghi all’estero con la documentazione richiesta già dai quattro ai sei mesi prima dell’inizio dell’impiego, così che vi sia abbastanza tempo per le verifiche necessarie, i corsi e le domande di visto.

 

Ultima modifica 19.08.2019

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