Gli impieghi all’estero: un caso particolare

Pandemia da COVID e impieghi all’estero

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha adeguato le disposizioni della Confederazione per i viaggi. È quindi di nuovo possibile concordare e svolgere impieghi all’estero alle seguenti condizioni:

  • il Paese di destinazione non deve figurare sulla lista dei Paesi a rischio;
  • non è possibile svolgere impieghi nei Paesi per i quali vige l’obbligo di quarantena, dato che in tal caso il civilista non potrebbe essere attivo per un periodo che va dai 7 ai 14 giorni;
  • oltre alle misure sanitarie in vigore, per gli impieghi all’estero è obbligatoria la vaccinazione contro il COVID-19. I civilisti devono provvedervi personalmente.  
  • l’Ufficio federale del servizio civile si riserva di annullare o interrompere gli impieghi (partenza, richiamo) se la situazione nel Paese di destinazione dovesse cambiare.

Coronavirus: Elenco UFSP dei Paesi a rischio (stati e regioni con rischio elevato di contagio e che presentano una variante del virus preoccupante)

Le attività descritte nei mansionari degli impieghi all’estero si collocano solitamente negli ambiti della cooperazione allo sviluppo o dell’aiuto umanitario. Gli impieghi all’estero devono essere autorizzati prima di tutto dal CIVI. Ai fini della valutazione è importante che il civilista possa dimostrare di essere qualificato per svolgere un impiego all’estero. Si prega di rispettare sempre il Promemoria sugli impieghi all’estero. 

I requisiti del civilista

Per gli impieghi all’estero il civilista deve soddisfare maggiori requisiti e, in particolare:

  • essere in possesso di un titolo della formazione professionale o
  • aver frequentato almeno due anni di università o
  • vantare un’esperienza pluriennale qualificata nel settore.

Gli obblighi dell’istituto

L’istituto deve:

  • procurare, insieme al civilista, i documenti di viaggio necessari;
  • farsi carico dei costi per il visto, il viaggio e il trasporto dei bagagli a partire dalla frontiera svizzera, anche se il viaggio di andata o ritorno non avviene durante i giorni di impiego;
  • assicurare vitto e alloggio al civilista;
  • assumersi la responsabilità della sicurezza del civilista;
  • fare in modo che sul luogo di impiego il civilista venga seguito in modo adeguato e rispetti le norme di comportamento e sicurezza;
  • informare immediatamente il CIVI se le condizioni di sicurezza dovessero cambiare o in caso di infortunio, malattia o necessità di evacuazione del civilista.

Gli obblighi del civilista

Il civilista:

  • deve aver superato un periodo di impiego a titolo di prova con conseguente valutazione (assessment) della durata massima di cinque giorni in un istituto d’impiego in Svizzera;
  • di solito, prima di iniziare un impiego all’estero, è tenuto a frequentare i corsi «Comunicazione e assistenza» e «Sicurezza durante l’impiego all’estero»;
  • in conformità con le disposizioni legali del Servizio civile, deve sottoporsi a visite mediche e misure preventive (ad es. vaccinazioni), i cui costi sono a carico dell’assicurazione militare. Dopo di che riceve una convocazione;
  • deve inoltre annunciare il suo arrivo e la sua partenza alla rappresentanza svizzera nel Paese in cui presta servizio;
  • riceve dei moduli con i quali fare rapporto al centro regionale sul proprio impiego:
    • + entro una settimana dall’arrivo nel Paese di destinazione il civilista invia il rapporto iniziale;
    • + è previsto un rapporto intermedio ogni tre mesi;
    • + entro tre settimane dalla fine dell’impiego il civilista deve inviare il rapporto finale e allegare un ulteriore rapporto con il resoconto dettagliato del progetto seguito durante l’impiego.
  • non può svolgere attività che hanno lo scopo di influire sul processo di formazione delle opinioni politiche o di diffondere correnti di pensiero religiose o ideologiche.

Il passo successivo

Il civilista deve inviare la convenzione per gli impieghi all’estero, la dichiarazione e le informazioni relative alla sicurezza – firmate anche dall’istituto d’impiego – nonché la documentazione richiesta (curriculum del civilista sotto forma di tabella, certificati di qualificazione specifici per l’impiego) come minimo già quattro, meglio ancora sei mesi prima dell’inizio dell’impiego, in modo da avere abbastanza tempo per le risposte necessarie, i corsi e le domande di visto.

Fine dell’impiego

L’impiego all’estero si conclude quando il civilista rientra in Svizzera, se ciò avviene immediatamente dopo l’ultimo giorno di lavoro prestato. Se il civilista rimane all’estero, l’ultimo giorno di lavoro verrà considerato come ultimo giorno di servizio.

Ultima modifica 23.06.2021

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