Riepilogo della settimana: 4132 civilisti impiegati nei settori sociosanitario e scolastico

Attualmente (stato al 04.06.2020) sono impegnati su tutto il territorio nazionale 3951 civilisti nei settori delle cure, dell’assistenza e nelle scuole nel quadro di impieghi ordinari. Inoltre, per far fronte alle situazioni d’emergenza sono impiegati 181 civilisti, il cui mansionario prevede specificamente il sostegno ai rispettivi istituti d’impiego – soprattutto ospedali, case per anziani e centri di asilo – per aiutare a superare la crisi del coronavirus. Insieme a tutti i soggetti coinvolti, l’Ufficio federale del servizio civile (CIVI) coordina gli impieghi nel campo d’attività «catastrofi e situazioni d’emergenza» mediante il sistema di gestione delle risorse della Confederazione (ResMaB) dello Stato maggiore federale Protezione della popolazione (SMFP). Da fine marzo sono giunte circa 70 richieste di sostegno.

Il CIVI approva le richieste per l’impiego di civilisti per far fronte alla pandemia da COVID-19 e per la successiva fase di rigenerazione solo se non è possibile reclutare, almeno temporaneamente, personale sul mercato del lavoro civile (p. es. volontari o personale civile qualificato proposto dagli URC e proveniente dai settori medico, delle cure e dell’assistenza nonché delle pulizie e delle disinfezioni che, a causa delle circostanze, lavora a tempo ridotto oppure ha perso il posto di lavoro, o ancora personale medico e curante qualificato, formato da volontari, che non lavora più o che lavora in altri ambiti).

Impieghi del CIVI e giorni di servizio prestati al 04.06.2020 per Cantone e campo d’attività

 
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Impieghi del CIVI e giorni di servizio prestati al 04.06.2020 per Cantone e campo d’attività

Ultima modifica 04.06.2020

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Servizio civile e situazioni d’emergenza

Con circa 4000 impieghi ordinari il servizio civile interviene ogni settimana in aiuto dei settori sociosanitario e scolastico, su cui grava un’elevata mole di lavoro. Inoltre il CIVI può mobilitarsi per far fronte a situazioni d’emergenza (art. 7a LSC). I primi impieghi di questo tipo sono cominciati il 30 marzo 2020.

Contrariamente a protezione civile ed esercito, il servizio civile non è un’organizzazione di primo intervento. Non dispone infatti dell’equipaggiamento necessario e non può contare su termini di convocazione brevi per garantire che un numero supplementare di civilisti intervenga rapidamente. Nelle circostanze attuali, però, questa caratteristica si rivela un punto di forza: i civilisti offrono infatti un sostegno complementare alle altre forze coinvolte, prolungandone efficacemente la capacità di resistenza – sia nella fase di soccorso che in quella successiva di rigenerazione.

Diversamente da quanto avviene nell’esercito o nella protezione civile, gli impieghi del servizio civile sono organizzati secondo il principio «bottom-up»: senza un istituto d’impiego e un mansionario che elenchi i compiti da svolgere l’impiego non può avere luogo. Per gestire le risorse e le richieste riguardanti il personale viene utilizzato il sistema di gestione delle risorse della Confederazione (ResMaB), concepito per trattare in modo coordinato le richieste formulate dai Cantoni e dagli enti pubblici della Confederazione e per discutere in maniera strutturata di come utilizzare le risorse federali. In qualità di membro delIo Stato maggiore federale Protezione della popolazione, il CIVI partecipa ai processi decisionali e di coordinamento (vedi FAQ istituti d’impiego).

https://www.zivi.admin.ch/content/zivi/it/home/coronavirusnews/20200604.html