I civilisti devono essere impiegati dove la società ne ha più bisogno. I nuovi riconoscimenti sono quindi possibili solo nell’ambito dei programmi prioritari «Cure e assistenza» e «Protezione dell’ambiente e della natura».
I nuovi istituti d’impiego devono offrire opportunità d’impiego nei programmi prioritari «Cure e assistenza» e «Protezione dell’ambiente e della natura» (vedi «Programmi prioritari» per un elenco dettagliato degli ambiti inclusi in tali programmi). Negli ambiti di attività in cui l'offerta di posti d’impiego supera la domanda di civilisti, il CIVI può respingere le domande di riconoscimento. Nella tabella riepilogativa «Limitazione dei nuovi riconoscimenti» sono riportati gli ambiti in cui è possibile ottenere un nuovo riconoscimento.
Per i nuovi riconoscimenti come istituto d’impiego valgono le condizioni riportate di seguito.
La sede principale dell’istituto deve trovarsi in Svizzera;
l’attività principale dell’istituto non deve essere a scopo di lucro. Sono previste eccezioni per le istituzioni a scopo di lucro nel settore sociosanitario di cui l’ente pubblico possiede la maggioranza del capitale e dei voti;
le istituzioni private e ad economia mista devono dimostrare il loro carattere di pubblica utilità. L’ordinanza sul servizio civile stabilisce cosa si intende per pubblica utilità;
almeno tre persone usufruiscono delle attività svolte dall’istituto. L'offerta non deve essere soggetta a condizioni particolari;
le attività non sono volte a soddisfare interessi personali o famigliari;
un’istituto dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di un nuovo riconoscimento solo se intende rimanere attivo come istituto d’impiego per almeno 3 anni.
I requisiti per il riconoscimento e la procedura da seguire per diventare un istituto d'impiego sono riassunti nel seguente video.
Quali impieghi sono esclusi?
Non è possibile impiegare i propri collaboratori o stagisti né le persone che hanno intrattenuto o intrattengono stretti rapporti con l’istituto d’impiego. Gli impieghi del servizio civile non possono essere prestati a scopi di formazione o perfezionamento né a favore di familiari. Sono inoltre esclusi gli impieghi che incidono sulla formazione di opinioni e convinzioni politiche o che diffondono correnti di pensiero religiose o ideologiche.
Impieghi all’estero
Gli impieghi all'estero vengono svolti nell’ambito della cooperazione allo sviluppo o degli aiuti umanitari. Non è possibile riconoscere nuovi mansionari che prevedono impieghi all’estero; tuttavia è possibile continuare a svolgere impieghi negli istituti già riconosciuti.
Aiuto finanziario
Gli impieghi nel settore dell’ambiente e della conservazione dei beni culturali contribuiscono a proteggere le basi naturali della vita e a conservare il patrimonio culturale. Rivestono quindi un interesse particolare per l’opinione pubblica. Se mancano i fondi per sostenere questi lavori, gli istituti d’impiego possono presentare una domanda di aiuto finanziario per realizzare progetti che impiegano civilisti. Tuttavia, gli istituti d’impiego non hanno alcun diritto legale agli aiuti finanziari.
Requisiti per gli istituti d’impiego
L'istituto deve essere in grado di dimostrare che non dispone di risorse finanziarie sufficienti per realizzare il progetto, nemmeno a fronte di misure di risparmio;
il progetto deve essere realizzato in Svizzera;
devono essere resi disponibili impieghi per gruppi interi di civilisti.
Per poter accedere a un aiuto finanziario, l'istituto d’impiego deve richiedere un modulo di domanda al Centro regionale competente. Il modulo va rinviato insieme alla descrizione del progetto, al relativo budget e al piano di finanziamento. La domanda viene poi valutata dai servizi competenti in termini di necessità, opportunità ed economicità. Successivamente, il CIVI comunica all’istituto d’impiego il risultato della valutazione mediante decisione formale. Quest’ultima stabilisce l’importo massimo dei costi per l’indennità forfettaria per giorno di servizio. Di regola, agli istituti che beneficiano di un aiuto finanziario viene versato mensilmente un acconto per i giorni di servizio effettivamente prestati. L’istituto d’impiego deve presentare un rapporto finale al CIVI, incluso l’importo totale, entro due mesi dal termine dell’ultimo impiego.
Sono presi in considerazione solo i costi generati dai civilisti per un importo massimo del 33 % dei costi di progetto preventivati. Sono per esempio accettate le spese per vitto, alloggio, trasporti, materiale, amministrazione o direzione del progetto. Tali costi devono essere chiaramente distinti dai costi di altri progetti (p. es. il volontariato).
Agricoltura
Le aziende agricole sono considerate un caso particolare in quanto si tratta di imprese orientate al profitto che possono essere riconosciute come istituti d’impiego.
Poiché l'attuale offerta di posti d’impiego supera di gran lunga la domanda, il CIVI non riconosce al momento nuove aziende agricole nella regione di montagna e pianura (art. 42 cpv. 3 LSC). I nuovi riconoscimenti di aziende alpestri sono possibili a seconda del Cantone e solo per aziende con più di 10 carichi normali (cfr. «Limitazione dei nuovi riconoscimenti»). Per ulteriori domande è possibile rivolgersi al Centro regionale competente.
Procedura di riconoscimento
Se tutti i requisiti elencati sono soddisfatti, è possibile avviare la procedura di riconoscimento, che si compone di 5 tappe. La procedura di regola dura all'incirca due mesi a decorrere dal ricevimento della documentazione completa.
L’istiuto d’impiego compila tutte le parti del questionario online e viene poi contattato dal Centro regionale competente. Ecco questionario online
Se tutti i criteri sono soddisfatti, si passa al questionario dettagliato. Questo deve essere inviato al Centro regionale competente insieme ai seguenti documenti:
rapporto di attività o di gestione degli ultimi due anni;
statuto o basi giuridiche;
organigramma, piano dei posti d’impiego;
mansionario dei compiti previsti;
prova dell'utilità pubblica (p. es. esenzione dalle imposte, riconoscimento della ZEWO)
copia del concetto e dell'autorizzazione d'esercizio (se disponibili).
Il Centro regionale esamina i documenti, chiarisce le questioni aperte in un colloquio di valutazione ed emana la decisione di riconoscimento.
Il CIVI comunica l’esito della decisione di riconoscimento. Questa contiene:
i mansionari autorizzati concernenti gli impieghi;
il numero massimo di civilisti impiegati contemporaneamente presso l’istituto;
disposizioni inerenti all’obbligo di pagamento dei tributi e al loro ammontare;
eventuali condizioni ulteriori.
Nel colloquio di riconoscimento si gettano le basi per i futuri impieghi e si ottengono informazioni su ZiviConnect, la ricerca di civilisti, la convenzione d’impiego, ecc.
Non appena viene emanata la decisione di riconoscimento è possibile concordare gli impieghi. Durante il primo impiego la persona di contatto del CIVI sarà presente e chiarirà gli aspetti pratici operativi.
Costi
Ogni istituto d’impiego deve sostenere due tipi di costi.
Un tributo alla Confederazione, più un eventuale supplemento: questo tributo copre le spese di esecuzione e impedisce un’alterazione della concorrenza causata dagli impieghi del servizio civile. La tariffa giornaliera per giorno di servizio è compresa tra 9.50 franchi e 79.40 franchi e dipende dal salario lordo usuale per il luogo che l’istituto pagherebbe ad un proprio collaboratore per un’attività comparabile. Per questo motivo ogni mansionario appartiene ad una specifica classe di contribuzione. Poiché un civilista deve essere introdotto all’impiego e non può svolgere da subito il proprio lavoro a pieno ritmo, per i primi 26 giorni di servizio all’istituto d’impiego verrà fatturata solo la metà del tributo. Inoltre, se l'alloggio e/o alcuni pasti non possono essere forniti, il tributo alla Confederazione sarà maggiorato di un supplemento (massimo 12.20 franchi). Per maggiori dettagli, consultare il calcolatore dei costi sottostante.
Indennità e piccole spese versate al civilista dall’istituto d’impiego. Per informazioni dettagliate su indennità e piccole spese consultare: Aspetti finanziari.